15 Album che mi hanno segnato la Vita

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Arrivata anche a me la catena dei “15 Album che mi hanno segnato la Vita“, vi dico subito che non è stata una scelta facile e ahimè molto è rimasto fuori!
Ho cercato di fare una lista varia e completa che non risentisse troppo della mia passione per il britrock/pop (che comunque continua ad accompagnarmi 🙂 ) evitando così di essere monotematica!

1 Jar Of FliesAlice in Chains Per la durata forse potrebbe rientrare più comunemente tra gli EP, ma è un vero gioiello e racchiude al suo interno alcuni tra i pezzi più incisivi della band! Il timbro di Stanley è ancora una volta inconfondibile e unico. Don’t Follow è un brano che va di volta in volta riscoperto, testo molto profondo e una gran sovrapposizione delle voci!

2 Unplugged in New YorkNirvana Ancora grunge, gran atmosfera, un Cobain “ordinato” che ogni tanto esplode! Su tutte Dumb & Lake of Fire

3 LifelineBen Harper & The Innocent Criminals  11 brani ognuno speciale a suo modo, pelle d’oca come solo Ben sa trasmettere. “The record Lifeline, was recorded and mixed in 7 days on a 16-track analog tape machine. No computers or pro-tools were used anywhere in the process”.

4 Led Zeppelin IILed Zeppelin uno degli album che hanno fatto la storia,  al suo interno  riff e assoli straordinari, un classico.

5 In Direzione Ostinata e Contraria (Vol I e II)Fabrizio De Andrè Semplicemente Faber.

6 Le avventure di Lucio Battisti e Mogol (Vol Ie II)Battisti Voce inconfondibile e difficilmente re-interpretabile unita alla genialità della penna di Mogol.

7 The Blues Brothers Soundtrack Uno dei miei film preferiti, colonna sonora da urlo!

8 Chocolate starfish and the Hotdog flavored waterLimp Bizkit [Parental Advisory Explicit Contenent] My Way & Rollin’

9 Hybrid Theory – Linkin Park Uno dei primi album che comprato solo per un giudizio estetico, la copertina non so per quale ragione, mi chiamava… (il classico “giudicare dalla copertina”) anche se in maniera del tutto casuale ci avevo visto giusto: One Step Closer, Crawling, In The End, Pushing Me Away.

10 KerplunkGreen Day  Copertina minimal, uno dei primi lavori della band e fortunatamente targato Epitaph Records, poi scegliendo la massa si sono decisamente persi per strada. Canzone preferita: Who Wrote Holden Caulfield?

11 The War on ErrorismNOFX Una delle mie band preferite, tra la discografia ho scelto questo:Il faccione di Bush travestito da pagliaccio ci guida in questo lavoro della punkband californiana. Franco Un American

12  Experience HendrixJimi Hendrix Altro classico, tanti i brani a cui sono affezionato, dovendo scegliere Foxy Lady e Purple Haze.

13 ToxicitySystem Of A Down Ideale per i giorni no.

14 Familiar To MillionOasis Non potevo chiudere senza  un po’ di brit, una delle mie band preferite in un disco live all’apice della carriera “Sold Out Wembley Shows…70000 people each night” Stupendo.

15 Grace//WastelandsPeter Doherty Ultimo acquisto ma già entrato in questa lista, in questo primo lavoro da solista un mix di violoncelli, viole, fiati e pianoforte da cui emerge sempre l’indisciplinata chitarra di Doherty. Atmosfera.

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Franz Candoni

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Nell’ ennesima giornata di pioggia, decido di incamminarmi per le vie del centro deciso  ad andare ad ascoltare il concerto del Francesco Candoni, in arte “Franz”.

Ci siamo conosciuti ai tempi della scuola e ritrovati recentemente, ha da sempre avuto un ottimo gusto musicale, scoprirlo da solo in veste “cantautorale” armato solo della sua chitarra, è stata una vera e piacevole sorpresa.

Il concerto è occasione per presentare il suo album “Via Lattea n.28”.
Il Live è pura atmosfera: gli accordi accompagnano una voce sicura e calda, la potenza è data dalle scelte testuali, passaggi al manico e aperti guidano la parola cullando l’ascoltatore.

Tra le tracce proposte segnalo:

Sole e Luna un amore tra opposti destinati a non incontrarsi “Così diversi-così distanti”
Omaggio a Battiato è decisamente quella che mi ha colpito di più, il testo costruito benissimo è un continuo mescolarsi di giochi di stili ” volere volare c’è una vocale comprala al mare mangiando le more”, chiudendo gli occhi mi sono sentito immerso in un contesto fiabesco.
Amleto una visione alternativa della Danimarca ancora riecheggia “Essere o non essere” e il successivo “C’è del marcio in Danimarca”.

Torno a casa col CD tra le mani (e adesso nelle orecchie), un genere dalle tinte retrò, di grande tradizione, ma che è capace ancora di affascinare!
Grazie per oggi! Continua a raccontar(ci) le tue storie Franz!

https://www.youtube.com/watch?v=mCim0ErKHwY (Sole e Luna – Franz Candoni)

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I 10 Libri che (per ora) ti hanno segnato la Vita

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Arrivata anche a me la catena dei “10 libri che mi hanno di più segnato la Vita”.

Il “per ora” ho voluto aggiungerlo in quanto non so ancora quanto e cosa leggerò in futuro, probabile quindi trovare un possibile sostituto di questi primi dieci.

La Lista non segue un ordine di importanza i titoli sono in ordine sparso!

Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach La libertà dell’agire, lo spingersi oltre i propri limiti.

L’amico ritrovato di Fred Uhlman  Due ragazzi frequentano la stessa scuola, l’uno è ebreo l’altro tedesco, tra loro nasce un’amicizia perfetta quasi magica, il loro legame si spezza visto il contesto della Germania del 1933.

3  Il bar sotto il mare di Stefano Benni “Non so se mi crederete. Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra a credere in ciò che altri deridono […] mi sedetti e ascoltai i racconti del bar sotto il mare”

4 Diari Kurt Cobain “Oh our last and final name is Nirvana” Parole che rimangono scolpite nella mia mente, un viaggio nelle confessioni, le paure, i testi, i deliri del leader di una delle migliori band degli anni ’90; senza questo libro difficilmente avrei scoperto la mia vena musicale.

5 Fahrenheit 451 di Ray Bradbury Il capolavoro di uno dei padri della fantascienza ci spiega quanto siano importanti i libri, soprattutto per non finire in un futuro distorto come quello descritto.

6 Trainspotting di Irvine WelshPrendi il tuo orgasmo migliore, moltiplica per venti la sensazione, e non ci sei arrivato nemmeno vicino, cazzo, sei ancora lontano un chilometro.” Un libro senza filtri che racconta le esperienze di un gruppo di ragazzi spezzati dalla droga, a far da cornice la Scozia dei primi anni ’80. Colpisce molto nel libro la facilità di Welsh di cambiare registro narrativo di personaggio in personaggio.

7 Racconti fantastici e del terrore di Edgar Allan Poe Niente descrive il senso di colpa come il ” Cuore Rivelatore”.

8 I Malavoglia di Giovanni Verga “Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia, si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole.” Ci proietta direttamente nella Sicilia di fine Ottocento: usi, costumi, modi di dire, profumi e colori.

9 Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda Uno dei pochi libri scoperti a Scuola che non mi sono pentito di aver letto, forse perchè non accompagnato dalla classica scheda libro. Uno dei miei libri preferiti, anche perchè associato ad una persona cara.
Tanti gli spunti, da rileggere anche da “grandi” per capirlo fino in fondo!

10 Norvegian Wood di Haruki Murakami Mi è stato regalato “al buio” non avevo mai letto niente di suo, la persona ha fatto decisamente centro: l’intreccio coinvolge, trascina.
Risultato: 400pagine lette tutte di un fiato!

Ritratto

“Arrivò in ritardo quella sera, la aspettavamo già da diversi minuti all’angolo del pub, ed eccola sbucare dal fondo della via, il passo spedito, il viso radioso illuminato dalle fioche luci notturne della città, quel filo di trucco a cui non rinunciava mai, la sua figura slanciata dagli alti tacchi neri, forse un po’ troppo per l’occasione, ci salutò con la mano ed entrammo.”